
Ecco a te la mia newsletter che contiene un riassunto delle attività del mese di Settembre 2026.
Un abbraccio e buona lettura!


Ceuta, l’Europa deve proteggere i suoi confini
Sul caso Ceuta l’Europa deve reagire: il modello spagnolo delle “porte aperte” è fallimentare, mentre la difesa dei confini deve essere una delle priorità della politica migratoria europea. Al Parlamento europeo ho partecipato alla manifestazione a sostegno degli abitanti di Ceuta, l’exclave spagnola al centro dell’emergenza dopo che è stata invasa da migliaia di migranti arrivati dal Nord Africa. In un’intervista a La Verità ho definito l’immigrazione come possibile “strumento di pressione politica” e ho chiesto procedure di rimpatrio più rapide, una revisione delle regole sui ricorsi contro le espulsioni e un intervento europeo immediato. Quello che accade alle frontiere di uno Stato membro riguarda tutta l’Unione, Ceuta lo dimostra una volta di più. Per questo continuerò a ribadire che sicurezza dei confini, controllo delle frontiere esterne e Remigrazione sono gli assi su cui deve muoversi una seria politica migratoria.
Dalle contraddizioni della sinistra sull’immigrazione al degrado di Milano. Il mio intervento a 4 di Sera
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Malpensa intitolata a Silvio Berlusconi: un ricordo dal grande valore simbolico
Il 25 settembre ho partecipato alla cerimonia di intitolazione dell’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi, alla presenza di numerosi esponenti delle istituzioni, tra cui il ministro e vicepremier Matteo Salvini e il governatore della Lombardia Attilio Fontana, oltre che di Paolo Berlusconi. Un riconoscimento giusto e doveroso ad un grande lombardo che ha segnato la storia politica e imprenditoriale del nostro Paese. Spiace per gli assenti, che mai come questa volta hanno avuto torto. Per me, da rappresentante in Europa del territorio attorno a Malpensa, è stata una giornata speciale. Il nostro aeroporto, che si trova nel cuore della provincia di Varese, è uno scalo che cresce ed è un patrimonio che genera opportunità, occupazione e sviluppo. Dobbiamo lavorare per valorizzarlo e sostenerlo anche dalle istituzioni europee.
Dopo l’attentato di Modena il PD pensa all’islamofobia. il mio intervento a Dritto e Rovescio
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Automotive, i territori contro le follie di Bruxelles
Il futuro dell’automotive europeo non può essere sacrificato sull’altare dell’ideologia green. L’ho ribadito al Parlamento europeo nella tavola rotonda con la delegazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dove mi sono confrontata con l’assessore lombardo allo sviluppo economico Guido Guidesi e con i rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. Abbiamo portato direttamente a Bruxelles la voce dei territori che ogni giorno fanno i conti con gli effetti delle scellerate decisioni europee sull’industria. Come relatrice ombra per i Patrioti sulla revisione del Regolamento UE sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri, continuerò a contrastare lo stop ai motori a combustione previsto per il 2035. La revisione del testo dev’essere l’occasione per correggere una politica che ha già messo sotto pressione imprese, lavoratori e intere filiere produttive, favorendo la crescente dipendenza dell’Europa dalla tecnologia e dalla produzione cinese. La battaglia è chiara: difendere l’industria automobilistica europea, i posti di lavoro e la nostra autonomia strategica dalle conseguenze delle scelte ideologiche imposte da Bruxelles.
Violenza politica e insicurezza a Milano: la replica a chi parla di semplice percezione. Il mio intervento a Tagadà
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Gattinara, il vino è identità, lavoro e territorio
Ho partecipato con piacere a LUVA, la Festa dell’Uva di Gattinara, una manifestazione profondamente legata alla storia e all’identità del territorio. Il vino è una delle eccellenze più rappresentative della zona grazie al lavoro quotidiano dei produttori che custodiscono una tradizione agricola fatta di qualità, competenza e passione. È molto più di un prodotto: dietro ad ogni bottiglia ci sono famiglie, aziende, occupazione, cura della terra e capacità di trasformare una vocazione agricola in valore economico e culturale. Difendere questa filiera significa difendere tutto il nostro sistema agricolo, le sue eccellenze e il legame insostituibile tra produzione e territorio. Anche a livello europeo dobbiamo continuare a sostenere chi produce, investe e mantiene vive le nostre comunità, evitando che regole e vincoli lontani dalla realtà finiscano per penalizzare proprio quelle eccellenze che rendono l’agricoltura italiana unica. Alla serata, ospitata alle Cantine Conterno, erano presenti il sindaco di Gattinara Maria Vittoria Casazza, il vicesindaco Daniele Baglione, numerosi amministratori locali e i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà del territorio, dalla Provincia alla Camera di Commercio e alla Pro Loco.

La forza dell’industria nasce dal territorio
A Castelletto Ticino ho visitato Sibilia, un’impresa familiare che da 90 anni rappresenta un’eccellenza della nostra manifattura nella produzione di aspiratori industriali. Una realtà cresciuta mantenendo un forte legame con il territorio e capace, attraverso innovazione, qualità e competenze, di portare i propri prodotti anche sui mercati internazionali. Sono questo tessuto produttivo e questo know how – fatto soprattutto di piccole e medie imprese radicate nei nostri territori ma soprattutto di persone, famiglie, passione e competenze – che costituiscono la vera forza manifatturiera italiana. Il confronto con Alberto Sibilia, con la sua famiglia e con i collaboratori dell’azienda è stato anche un modo per riportare al centro una convinzione che porto ogni giorno a Bruxelles: la politica europea deve tornare ad ascoltare chi produce. Troppo spesso norme, burocrazia e nuovi vincoli vengono pensati senza considerare fino in fondo il loro impatto sulle imprese che devono competere ogni giorno sui mercati internazionali. Difendere la nostra industria significa quindi difendere anche i territori nei quali è nata e cresciuta. È da aziende come Sibilia, dalla loro capacità di innovare senza perdere le proprie radici, che bisogna partire per costruire un’Europa che torni a mettere produzione, lavoro e competitività al centro delle proprie politiche.