Newsletter di Luglio 2026 – Isabella Tovaglieri

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Ecco a te la mia newsletter che contiene un riassunto delle attività del mese di Luglio 2026.

Un abbraccio e buona lettura!

Remigrazione, la sfida per salvare l’Europa

L’immigrazione illegale si combatte anche con il rimpatrio di chi non ha diritto a restare in Europa, di chi delinque e di chi rifiuta di integrarsi. In una parola: Remigrazione. Un tema per troppo tempo considerato tabù, che oggi è entrato con forza nel dibattito europeo. Proprio per questo ho voluto organizzare a Busto Arsizio, insieme al giornalista Mario Giordano, un incontro promosso dal gruppo Patriots for Europe dedicato al tema della remigrazione. La straordinaria partecipazione di oltre 300 persone ha dimostrato quanto i cittadini sentano l’esigenza di un confronto serio e concreto su immigrazione, sicurezza e futuro dell’Europa. Del resto, il nuovo Regolamento sui rimpatri, che punta a rendere più rapide ed efficaci le procedure di espulsione degli immigrati irregolari, dimostra che in Europa il vento sta cambiando. Ma è solo un primo passo. Le soluzioni ci sono: con il Patto per la Remigrazione che ho proposto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi prendo spunto dalle iniziative legislative che Svezia e Danimarca hanno già messo in atto per revocare il permesso di soggiorno agli stranieri che non rispettano le regole, evitare la ghettizzazione delle periferie e incentivare i rimpatri volontari assistiti. Solo così potremo restituire credibilità alle istituzioni europee, tutelare la sicurezza dei cittadini e salvare la nostra civiltà.

Dagli scontri di Bologna al caso Roggero: la sinistra a difesa dei delinquenti. Il mio intervento a Filorosso.

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Confini blindati per fermare il narcotraffico

Difendere i confini non è uno slogan, ma l’unico strumento concreto per fermare il narcotraffico. È questo il messaggio che ho portato nell’Aula del Parlamento europeo durante il dibattito sul traffico di droga nelle acque del nostro continente. Troppo spesso Bruxelles si limita a parlare di repressione e cooperazione tra le forze di polizia, senza affrontarne la causa principale: i nostri confini sono un colabrodo e sulle stesse rotte dell’immigrazione clandestina arrivano ogni anno tonnellate di droga destinate a invadere le nostre città e a distruggere la vita di migliaia di giovani europei. Per anni la sinistra e la Commissione von der Leyen hanno predicato il dogma delle frontiere aperte, mentre Frontex veniva trasformato in un bersaglio ideologico invece che in uno strumento da rafforzare. Nel frattempo, scafisti e organizzazioni criminali hanno continuato ad arricchirsi sfruttando l’assenza di un efficace controllo delle frontiere esterne dell’Unione. L’unica soluzione è avere il coraggio di difendere i nostri confini, fermare l’immigrazione illegale e restituire all’Europa una vera politica di sicurezza.

 

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Dalla politica estera alla difesa: il campo largo diviso da posizioni inconciliabili. Il mio intervento a 4 di Sera

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Automotive: basta ideologia, ci vuole pragmatismo

La transizione ecologica non può trasformarsi nella condanna dell’industria europea. È questo il messaggio che ho portato al convegno organizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei e dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera, dove si è discusso del futuro dell’automotive e della revisione delle politiche europee sulla decarbonizzazione. Per anni Bruxelles ha imposto obiettivi irrealistici, mettendo a rischio uno dei settori strategici della nostra economia e favorendo, di fatto, la concorrenza dei produttori extraeuropei. Oggi, però, cresce la consapevolezza che quella strada fosse sbagliata. La competitività delle imprese, la tutela dei posti di lavoro e la libertà di scelta dei consumatori devono tornare al centro delle politiche europee. L’Italia, con il secondo mercato automobilistico dell’Unione europea, ha il dovere di guidare questo cambiamento. Continuerò a battermi perché l’Europa abbandoni definitivamente gli approcci ideologici del Green Deal e punti su neutralità tecnologica, innovazione e flessibilità, valorizzando anche i biocarburanti. Solo così potremo coniugare gli obiettivi ambientali con la difesa della nostra industria e del futuro manifatturiero europeo.

Dagli 800 miliardi per le armi ai vincoli sul Patto di stabilità: l’Europa dei paradossi. Il mio intervento a 4 di Sera

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