
Ecco a te, la mia newsletter che contiene un riassunto delle attività del mese di maggio 2026.
Un abbraccio e buona lettura!

Modena, cittadinanza revocata a chi disprezza i nostri valori
La tentata strage di Modena, compiuta da un giovane di origini marocchine, ha messo ancora una volta in luce l’ipocrisia di una certa sinistra, che continua a trovare giustificazioni davanti a episodi sempre più gravi che coinvolgono cittadini italiani di seconda generazione. Prendendo la parola nell’aula di Strasburgo, ho ricordato come l’autore dell’attentato avesse pubblicato messaggi d’odio contro i cristiani e contro Gesù Cristo, che non possono essere derubricati a semplice disagio sociale, fragilità o povertà. La realtà è che troppo spesso l’Europa accoglie persone che disprezzano la nostra civiltà, la nostra cultura e il nostro modo di vivere, concedendo cittadinanze senza una vera integrazione. Non è accettabile che chi sfrutta le nostre libertà per attaccare le democrazie occidentali, continui a beneficiare dei diritti garantiti ai cittadini europei. Per questo ho rimarcato la necessità di poter revocare la cittadinanza a chi dimostra odio verso l’Italia e verso i nostri valori. Serve un cambio di passo deciso: non possiamo arrenderci al politicamente corretto mentre l’insicurezza delle nostre città sta diventando ormai un’emergenza a tutti gli effetti.
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L’irrilevanza dell’UE nelle crisi internazionali, il mio intervento a Omnibus
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A fianco dei sindaci per dire no al centralismo UE
Ho voluto esserci anch’io, davanti al Parlamento europeo, al flash mob dei sindaci del territorio contro la proposta della Commissione UE di accentrare i fondi di coesione nel futuro bilancio comunitario. È stato per me un motivo di orgoglio manifestare accanto agli amministratori locali, che ogni giorno si impegnano per i propri territori, affrontando problemi concreti e garantendo servizi e sviluppo. Ho ribadito con forza che nessuno meglio dei sindaci conosce le esigenze dei cittadini e che per questo le risorse europee devono arrivare direttamente alle comunità locali, senza nuovi vincoli e superando il dannoso centralismo di Bruxelles. Insieme ai primi cittadini abbiamo mandato un messaggio chiaro: bisogna sostenere chi amministra bene e riportare i territori al centro delle scelte europee.

Al Trofeo Pwc per celebrare le eccellenze del nostro motorismo storico
Non potevo mancare al “Trofeo PwC – Stile Italiano”, l’evento ospitato negli spazi di CityLife, a Milano, per celebrare il design automobilistico nazionale attraverso l’esposizione di vetture storiche dagli anni Cinquanta agli anni Novanta. Un appuntamento che ha saputo unire passione, cultura e valorizzazione del nostro patrimonio motoristico. L’iniziativa ha rappresentato anche l’occasione per ribadire quanto il settore automotive sia un simbolo della capacità italiana di innovare, creare valore e costruire qualità riconosciuta in tutto il mondo. Dietro l’eccellenza del nostro motorismo ci sono lavoratori, imprese e competenze che meritano di essere sostenute e tutelate, non penalizzate da scelte ideologiche e da normative scollegate dalla realtà. Difendere la nostra tradizione industriale e culturale significa difendere il futuro del Made in Italy, tramandando il nostro straordinario know how alle nuove generazioni.
Promuovere i biocarburanti contro l’elettrico imposto dall’Europa
In occasione della sessione plenaria dell’Eurocamera, sono intervenuta nel dibattito sui biocarburanti per sollecitare la commissione UE a sostenere i biofuel come valida alternativa all’elettrificazione forzata del settore dei trasporti. Ho sottolineato come, a differenza di Cina e Stati Uniti che difendono la propria industria automobilistica, l’Europa insista sulla strada dello stop ai motori tradizionali dal 2035, una scelta miope che ha già mandato in fumo migliaia di posti di lavoro e che rischia di compromettere la competitività e la sovranità industriale europea. Eppure un’alternativa concreta esiste ed è proprio l’Italia a esserne leader mondiale: i biocarburanti prodotti dagli scarti agricoli, un settore in cui il nostro Paese rappresenta un’eccellenza per ricerca e innovazione. La transizione ecologica non può trasformarsi in deindustrializzazione. Bruxelles deve puntare su soluzioni pragmatiche e sostenibili, promuovendo i biocarburanti senza imporre scelte ideologiche. La nostra battaglia va avanti.
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Alla fiera agricola nazionale di Oleggio: sosteniamo la nostra filiera di qualità
Non è una fiera agricola come tutte le altre, quella di Oleggio (NO), che ho avuto il piacere di visitare grazie all’invito del Sindaco Andrea Baldassini. Si tratta infatti di una manifestazione storica che quest’anno ha ottenuto dalla Regione Piemonte il riconoscimento di “Fiera Nazionale”, confermando il valore di un appuntamento sempre più centrale per il comparto agricolo e per l’economia locale. La fiera ha rappresentato un’importante occasione per valorizzare il lavoro di agricoltori, allevatori e imprese del settore, che ogni giorno garantiscono qualità, tradizione e sviluppo alle nostre comunità. In un momento complesso per il mondo rurale, è fondamentale stare dalla parte di chi lavora la terra e difendere una filiera strategica per economia, occupazione e identità locale. Da Oleggio è arrivato un segnale importante: la nostra agricoltura merita attenzione, investimenti e politiche concrete, capaci di supportare davvero chi produce valore sui nostri territori.
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